La mia Original Gram non comincia nella ultima settimana di maggio 2017 ma dalla prima di gennaio 2017!

Quando ho saputo che la seconda edizione avrebbe visto la collaborazione tra Slava, Serena e Stefano avevo intuito subito che sarebbe stata LA GARA PIU’ BELLA DELL’ ANNO!

E così è stata!

Serena mi ha preparato ed io mi sono impegnato ogni singolo giorno, ogni minuto di qualsiasi allenamento light o beast che fosse sapendo che sarebbe servito per gare come questa.

E questo pensiero martellante di ogni giorno si è amplificato quando le prime gare del 2017 mi vedevano sempre tra i primi.

Le due settimane di avvicinamento alla gara sono state le più faticose e cariche di concentrazione di sempre ed anche se in qualche momento ho pensato che forse il mio corpo non avrebbe potuto recuperare in tempo, Serena mi rassicurava dicendomi “ vedrai che andrai alla grande! “ ed io mi sono fidato ciecamente.

La gara

L’organizzazione della Original Gram aveva messo in campo tutto : ostacoli nuovi, trasporti, salite, Informazioni che io gia sapevo e che erano alla portata di tutti per giocare ad armi pari.

Gli attimi precedenti alla gara erano un continuo scambio di sguardi, pacche sulle spalle, abbracci, tutti rivolti da amici per dirmi “ Vai Alessio che questa è la tua gara! “

l’audio dell’ Inno Nazionale alla partenza era troppo basso per le nostre voci .. ci siamo uniti tutti quasi a voler augurarci una strepitosa gara , pur sapendo che sarebbe stata davvero cattiva .. veramente GRAM!

Parto e come ho imparato negli ultimi appuntamenti mi sistemo poco sopra metà gruppo tenendo un passo ‘lento’ ma controllato. Sapevo che fino a metà gara (4° km) sarebbe stata tutta salita, quindi risparimare energie mi ha permesso di correrla sempre per il 90%.

Al primo miglio un trasporto, sandbag da 20-22kg da portare in salita e poi in discesa e qui il primo stupore, molti dei miei avversari camminano mentre io corro, permettendomi di superarne circa 8 e presentarmi dopo 2 km in 7-8a posizione al secondo trasporto, quello che avrebbe mietuto più vittime: il trasporto del secchio.

Fortunatamente il nostro allenamento prevede molte sessioni dedicate a questo difficilissimo trasporto ed i frutti di tanta fatica sono emersi quando ho mantenuto una leggera corsa in salita con 23kg di ghiaia tra le braccia.

Da qui in poi è stato un susseguirsi di puro divertimento per me ! Ostacoli abilità, grip e tecnica passando per ufo, weaver, tavola irlandese applaudito da ogni giudice che mi convalidava l’ostacolo, però vedevo di non recuperare troppo su chi mi precedeva e questo mi ha motivato a spingere più forte!

Arrivo senza dolori o crampi al grande prato del campo gara, un vero e proprio ‘circo massimo’ dove amici e curiosi potevano ammirare gli atleti lottare su ostacoli spettacolari.

Affronto la Coda del Lupo con estrema facilità , rotolo e cammino 4 zampe per 100mt sotto al filo spinato inseguito dal mio amico di sempre Simone Spirito, lo speaker annunciava nomi e nomi e non sapevo in che posizione sarei finito.

Oltrepasso il ‘ samurai ‘ a gran velocità rimanendo a metà altezza e con un passo da recupero, mi dirigo verso l’ostacolo finale: il Multi rig original gram.

La sera prima avevo visto il video che mostrava la serie di corde, anelli e barre di cui era provvisto e mi sono detto “ se ci arrivo fresco posso farlo al primo tentativo”.

Su quella piccola balla di fieno che mi avrebbe lanciato verso il tentativo ho racchiuso in me tutta la voglia che ho di rimanere appeso a qualcosa senza rendermi conto che accanto a me, nella corsia del secondo tentativo c’erano coloro che inseguivo da 8 km ed eravamo tutti lì ed io a 60 mt dal traguardo con il podio ancora libero.

Parto per il mio tentativo, la sicurezza nel mio volto era la prova che il grip è pane per le mie mani e senza nessun problema affronto la scala sospesa di 3mt, le 3 funi sospese con la sola forza delle mani, senza piedi, i piattelli erano solo dei brevi recuperi..non ne avevo bisogno!

L’ultima sequenza l’ho affrontata di astuzia portandomi con una bella oscillazione alle due barre trasversali alte per poi aggrapparmi con più forza all’ultimo tubo oscillante che puntava al traguardo, probabilmente l’unico momento in cui ho stretto maggiormente.

Oltrepassata la linea di convalida del rig mi sono lasciato alle spalle tutto, la fatica, la competizione, il caldo, gli applausi.. c’ero solo io e la consapevolezza di aver messo tutto sul piatto di poter dire “questo sono io” però quello che mi ha detto Stefano di lì a poco ha un che di straordinario :”ALE SEI SECONDO!

In quel momento sono stato investito da tantissime emozioni e sul mio volto potevi leggere una sola cosa : FELICITA’ !

La felicità di aver conquistato il mio primo podio di campionato nell’ unica gara in cui avrei voluto far vedere a Serena in prima persone ciò che ha forgiato in tanti mesi di preparazione, in cui tutti sapevano che sarebbe stata la mia gara , in cui io stesso pochi giorni prima mi ero detto :” so che presto accadrà qualcosa di meraviglioso” ed è accaduto, esattamente nel giorno in cui lo ho DESIDERATO PIU’ DI TUTTI !

BE A HERO