Settembre 2014.

Qui la prima e ultima Spartan Beast della mia vita….

Fino ad ora.

Chi ha seguito il mio percorso in questi anni sa bene che in seguito all’Europeo Spartan Race cosí traumatico in Slovacchia ho deciso di non affrontare più distanze cosi lunghe per tutelare il mio ginocchio !

Per questo motivo non parteciperò al Mondiale Spartan Race per poter fare la gara a Team il giorno seguente, da SANA!

Perché dico” fino ad ora” ?

Perché avrei avuto la possibilità di partecipare agli AGE GROUP CHAMPIONSHIP in West Virginia appena appena tornata in America e ottenere un ottimo risultato ma solamente affrontando la BEAST !

Il mondiale è ancora lontano, ho seguito un’ottima preparazione tra Colorado e lago di Garda, il ginocchio reagisce bene e quindi mi sono detta: perché no?!

Io Serena e Luca prendiamo l’aereo per Charlotte e dopo 3 ore di macchina arriviamo al campo gara per l’OPEN HOUSE delle 16.00.

Come spiega Serena in questo articolo, ci sono tante differenze tra Spartan Race America e Italia.

Da poco Spartan da’ la possibilità di poter provare gli ostacoli prenotando in anticipo!

Il campo era affollato da atleti pro e non, soprattutto nell’area dello Spear throw (giavellotto) in cui clamorosamente ho toppato il lancio per cinque volte consecutive , un classico, giusto per alzare il livello delle mie ansie pre gara e per abbassare quello della mia speranza di poter lanciare un giavellotto che non era molto distante e particolarmente difficile!

Insomma, insicurezze a parte, ero emozionantissima perché mi sarei potuta confrontare con gli atleti migliori al mondo e nel frattempo testare la mia resistenza e il mio livello in salita in vista di due mondiali! La mia voglia di gareggiare primeggiava su qualsiasi cosa !

Sveglia presto, partenza posticipata causa nebbia, temperatura IDEALE, indosso le mie scarpette nuove (rigorosamente IROCK) e VIAAA, senza neanche  fare in tempo a realizzare che non sono per niente ansiosa perché non è una di quelle odiose partenze da Sprint che mi penalizzano sempre!

Salita salita salita, prendono vantaggio un sacco di donne e io tranquilla e consapevole che avrei avuto tutto il tempo del mondo per raggiungerle, corro a mio ritmo.

Mi sento bene, le pendenze non mi spaventano, anzi, tengo un passo regolare senza andare in affanno e mi rendo conto che sto spingendo come mai prima d’ora!

Mi chiedo chi delle ragazze attorno a me appartenesse alla mia age group ( 20-24) ma non era cosi semplice come sembrava, l’unica cosa che speravo era che una piccola e minuta asiatica che mi ha dato filo da torcere per 9 miglia non fosse tra quelle!

Era un continuo sorpassarci, in salita era una scheggia tanto quanto in discesa, negli ostacoli era leggera e agile, nei trasporti molto carente difatti al secchio le ho dato cosi tanto margine che pensavo non mi riprendesse…… e invece!

Invece dieci minuti dopo  sento il suo fiato sul collo mentre cercava di sorpassarmi su un sentiero stretto stretto di salita in cui cercavo di recuperare un pochino stando in coda ad altre persone piu lente di me.

Lei senza freni mi è passata accanto “fuori pista” in mezzo ai rovi e sassi e ha ricominciato a superare tutti!

Eh no!

Non posso lasciarmela scappare, agisco come lei, sento il bruciore di qualche spina che mi ha graffiato il polpaccio mentre mi dimeno per poter far spostare qualsiasi soggetto mi intralciasse il percorso ! Lei non ha zainetto ne niente, ad ogni rifornimento si fermava un bel po’ per idratarsi, il distacco tra di noi rimane costante per più di metà gara, lei davanti a me più o meno 150m.

Nel frattempo ogni 40 minuti mangiavo un gel ( golosa come sono non vedevo l’ora di aprirli per provare i vari gusti tra burro di arachidi, cioccolato e caramello salato)  e percepivo immediatamente i benefici perché la mia energia sembrava non esaurire mai, la corsa sempre costante, veloce, fluida, la mia angoscia che le scarpe mi limitassero per qualche vescica era svanita perché ad ogni passo ero sempre più sicura di non avere mai corso con delle scarpe cosi perfette sotto tutti i punti di vista: non mi è mai scappato un passo durante le discese / salite ripide in cui tanti altri scivolavano che era una meraviglia, han drenato tantissimo l’acqua dopo la nuotata nel lago, sulle rocce non ne parliamo, incollate!

Le IROCK hanno retto tutti i 24 i chilometri senza causarmi vesciche e problemi!!!!

Mentre correvo ero felice, dopo moltissimo tempo, ve lo giuro, addirittura sorridevo!

Non mi è mai capitato di sentirmi così tanto gratificata per tutto lo sforzo a cui mi sono sottoposta in seguito a molte delusioni degli ultimi mesi !

Soprattutto durante una BEAST!

Si, in maiuscolo, perché ancora non ci credo 😀

Dopo il mio evidente calo delle ultime prestazioni di giugno, tra Parigi e Milano, avevo veramente voglia di riscattarmi e la preparazione in altura sulle salite mi è stata indispensabile!

Con Serena ho pianificato ogni allenamento fino ad ora focalizzandoci giorno per giorno sui punti deboli da dover migliorare, allenarsi in due e spronarci a vicenda ha aiutato tantissimo soprattutto perché ogni suo allenamento invoglia ad alzarsi la mattina e mettersi sotto indipendentemente dal tuo stato di stanchezza. Allenamenti  sempre vari e devastanti (che non è sinonimo di noioso!) e soprattutto produttivi, le sensazioni positive crescevano ogni giorno sempre di più.

Sono tornata a correre come prima, il GRIP è migliorato tantissimo e la mia forza mentale anche.

Tutti gli HEROES oltre che avermi incoraggiato, mi hanno appoggiato e spronato fino a ricordami che niente è perduto, che a volte siamo solamente messi alla prova per vedere QUANTO siamo in grado di tirar fuori e CHE TIPO di atleti siamo !

Tornando alla gara, arriviamo finalmente allo SPEAR THROW, una affianco all’altra, lei lancia prima di me, lo centra ed esulta!

io prendo posizione, nella mia testa continuo a ripetermi di puntare in alto, sull’elmo, perché i miei lanci precedenti peccavano costantemente sull’altezza, finendo cosi centrali, ma a terra!

Concentrata al massimo, CENTRO PERFETTAMENTE la paglia e per cinque minuti seguenti, il fotografo mi avrà scattatato foto con tanto di bocca spalancata dal mio urlo di gioia,  e braccia in alto che  svolazzavano allegramente

(Tanto per rendere l’idea di quanto ero super sollevata di non dover perdere tempo a fare 30 burpees)

Cosi tanto entusiasta che ho aumentato automaticamente il mio ritmo di corsa, prendo l’asiatica mentre sta mangiando una barretta al rifornimento, mi congratulo chiedendole la sua età e il mio entusiamo cala leggermente quando mi riferisce che ne ha 22.

Non so ancora come, ma da quel momento, convinta del fatto che mi avrebbe ripresa come le altre cinque volte, non mi ha mai più raggiunta !

Il distacco era abissale, continuo a superare gente che cammina stanca e io invece continuo a correre ad un buon passo anche in salita, non vedo più nessuna.

Passo dopo passo mi rendevo sempre più conto che sono nata per le lunghe distanze, che a differenza di altre, io vado ad incrementare le buone sensazioni chilometro dopo chilometro e non a calare.

Ovviamente avevo dolori alle ginocchia dati sempre dallo stesso problema che mi preseguita da anni ma del quale mi sto prendendo molta cura.

Per fortuna è stato gestibile fino all’ultimo, o almeno sono riuscita a resistere fino alla linea di arrivo.

Ma faccio un passo indietro, dopo aver patito tantissimo il trasporto del tronco perché era particolarmente scomodo e su un tratto molto pendente , arrivo al twister, ostacolo che ho superato in Colorado, è la mia seconda volta, ero stanca perché ormai erano 3 ore e venti che stavo gareggiando.

Inizio bene, finisco la prima parte, poi la seconda, all’inizio della terza mi fermo un paio di secondi in più per sistemare una mano, questo mi ha stancato particolarmente ed ecco che quando sono praticamente arrivata alla campana volo a terra!

NOOO!

Non ci credevo, 30 burpees in modalità speedy.

Non arriva nessuna concorrente.

È il turno dell’ Hercules hoist e subito dopo dell’Olympus, tutto va  alla grande,

Mentre mi dirigo verso l’ultimo RIG prima della finish line, Luca mi avverte che c’è una sbarra molto alta e che avrei dovuto prendere un grande slancio per poter raggiungerla.

Detto fatto, prendo lo slancio, tocco la sbarra, scivolo, resto attaccata all’anello, dondolo, raggiungo ancora la sbarra ma manco la presa e mi lascio cadere.

Forse avrei potuto studiami un pochino meglio la tecnica ma il mix tra stanchezza e felicita per essere arrivata all’arrivo mi hanno portato ad agire cosi.

Concludo i miei 24 km in 3 ore e 29 minuti.

1  overall di tutte le age group e quindi anche della mia.

Confrontando i miei tempi con quelli della gara ELITE, con delle professioniste, avrei concluso 23esima.

Che dire?

Penso di essere tornata!

Penso che ci sia ancora del lavoro da fare per il mondiale OCR.

Penso di essere fatta per le BEAST ma non posso concedermene più di una all’anno perche altrimenti a  30 anni ci arriverei in stampelle.

So che è stata una delle gare miglior gestite della mia vita e so che aver avuto tutto il vostro supporto durante questi mesi mi ha aiutato tantissimo a risollevarmi e a ritrovare quella forma e il benessere che mi mancava!

Un grazie  a Serena che mi ha affiancato negli allenamenti che mi ha assegnato e mi ha spronato giorno per giorno perché è la prima a credere in me!

Sono contenta di esserci allenate insieme perché come diciamo sempre “ci completiamo a vicenda”.  Io ti faccio correre più veloce e tu mi spingi a essere più forte negli ostacoli.

Ragazzi che dire . I nostri allenamenti FUNZIONANO.
Il programma di allenamenti degli Heroes ti prepara perfettamente non solo ad affrontare le gare in Italia ma ti permette di venire qui, in America, nella patria delle OCR, a difendere la nostra bandiera.

Se ancora non sai di cosa sto parlando allora DEVI andare sul sito degli OCR HEROES e scoprire come allenarti con noi.

Non smettete di sognare perché è in questi momenti che ci si rende conto che tutta la fatica e i sacrifici che facciamo ci ripagano. E anche se non so ancora se il sogno di piazzarmi bene al mondiale si avvererà , so che ce la sto mettendo tutta e non avrò nulla di cui rimproverarmi!

Questo per me è il vero traguardo!

Bye bye guerrieri, alla prossima!

 

Ilaria