Cosa mi ha permesso di arrivare sesta ai mondiali Ocr 2017 – Ilaria Paltrinieri

Da quando avevo due anni i miei genitori mi hanno infilato sci ai piedi.
Sono nata di sport, immersa nello sport.


Ho voluto provare qualsiasi disciplina sportiva agonista che mi trasmettesse sensazioni che mi avrebbero appagata. Sempre attività individuali, il ciclismo già era una sorta di organizzazione di squadra che non mi permetteva di faticare solo esclusivamente per me stessa.

Mio padre è il mio più grande esempio di Atleta con la A maiuscola. Con la sua ammirevole modestia, nella sua vita è riuscito ad raggiungere tantissimi traguardi grazie alla sua determinazione. All’età di 48 anni ha concluso l’ IROMAN a Nizza in 11 ore.
Pur essendo una bambina, ricordo perfettamente il periodo della sua preparazione e mi son sempre detta: io voglio essere come lui. Il suo sorriso sotto la linea del traguardo è stampato nella mia mente.

 


Non spiccando nel nuoto non potrò mai seguire le sue orme nel Triathlon ma ho grandi aspirazioni per quanto riguarda il mondo delle Obstacle Race.

Questo è stato un anno di cambiamenti. Dalle persone che ho frequentato, dal punto di vista lavorativo al mio approccio a nuovi metodi di allenamento.

Da quando persi la Band all’Europeo 2016 mi rifiutai anche solo di pensare di affrontare nuovamente una OCR.

Ero traumatizzata. Ho in mente scene che sono rimaste impresse nella mia testa tra lacrime di disperazione da parte di atlete arrivate all’ultima metà dell’ultimo ostacolo e farsi tagliare la band, a mani aperte e sanguinanti.


Ma quando al mondiale la mia coach è riuscita a concludere la gara con il bracciale, è scattato qualcosa dentro di me: potevo farmi allenare da lei, mi sarei affidata completamente ai suoi consigli e le mie prospettive di partecipare esclusivamente a Spartan erano cambiate totalmente.


VOLEVO QUELLA BAND, VOLEVO RISCATTARMI, VOLEVO FARE QUEL SALTO DI QUALITA’ INCREDIBILE e…..avevo un anno di tempo.
Avrei dovuto essere come mio padre e volevo essere come lui.

Ogni mattina mi sono svegliata con quella motivazione, durante ogni allenamento ero focalizzata su quel mio nuovo obiettivo. Ho comprato quelle odiose palline su cui non riuscivo ad appendermi neanche per 10 secondi. Ho incominciato a seguire tabelle di allenamento studiate per me per poter potenziare il mio GRIP che faceva letteralmente schifo e aumentare la  massa muscolare nella parte superiore.

Ad Aprile sono convocata per la SHARDANA CHALLENGE in Sardegna.

Ho clamorosamente fallito un rig di palline e coni e avevo il morale a terra.

A Maggio sono atterrata nel continente americano. Ho incominciato ad allenarmi sulla tecnica. Da una settimana all’altra il mio livello si stava letteralmente alzando.

 

Il 28 Maggio stavo per vincere l’ ORIGINAL GRAM a Givoletto quando aimè, per un piede non sono riuscita a sorpassare la linea alla fine del RIG FINALE, dopo  4 tentativi avevo le mani aperte. Ero migliorata tantissimo ma ancora qualcosa era andato storto.
In quella situazione ho cercato di immedesimarmi nel giorno del mondiale e restare calma mentalmente ma
per una ragione o per l’altra ho fallito.

Torniamo in US e questa volta si parte per il Colorado.
Più determinata di prima in seguito a vari insuccessi. Sapevo che avrei potuto prendere questo primo anno come esperienza, ma nella mia testa mollare la band dopo tutti i sacrifici di un anno di preparazione sarebbe stato mortificante per me e per le persone in cui credevano in me ogni giorno.

Ci abbiamo dato dentro, il mio corpo si è trasformato, il rig di casa era sempre più semplice.
a guardare video di ostacoli che prima immaginavo impensabili non ero più così spaventata.

Il momento si avvicina.


1 OTTOBRE: MONDIALE SPARTAN RACE A TEAM

Non era il mio obiettivo dell’anno ma è stata una gara straordinaria, negli ostacoli ho spiccato particolarmente e questo mi ha motivato tantissimo.
Ho fallito per un pelo il rig finale prima delle finishline ma avendo a disposizione solamente un tentativo sapevo che al secondo ce l’avrei fatta, non ero preoccupata, la mia tecnica era stata comunque molto efficace e il mio GRIP sul Twister è stato ottimale !


 

Abbiamo concluso 10 su 27 nazioni!

 

 

15 OTTOBRE: IL GRAN GIORNO


Siamo in Canada, a Toronto. Il giorno precedente della mia 15 chilometri, ho seguito la 3 chilometri per studiare la tecnica da utilizzare sui rig e confrontarmi per qualche consiglio con gli altri HEROES.
Ero convinta che poter vedere gli altri atleti in gara svolgere gli ostacoli mi sarebbe stato utile per poter capire cosa sarebbe stato meglio  fare e cosa non fare.

E’ già il momento.
Sono alla start line con le gambe che tremano ma cerco di rimanere lucida. La mia strategia per quest’anno consiste nel tenermi un pochettino in più nella parte di corsa per arrivare più fresca all’ostacolo, studiare la tecnica e farlo al primo colpo.
Non vorrei trovarmi in una situazione di panico in cui sarei  costretta a mantenere la calma, rischiare di aprirmi le mani, stancarmi sia mentalmente che fisicamente e demoralizzarmi.

Partiamo!
Ben tre tratti in colline ripidissime mi permettono di restare nelle prime tre posizioni essendo il mio punto forte. I primi 5 chilometri sono pieni di muretti odiosi ma non da sottovalutare perché all’ europeo ho fatto moltissima fatica anche in quelli essendo scivolosi, alti e larghi.
Il percorso è tutto fangoso a causa pioggia ma per fortuna sono partita nel momento in cui ha appena cessato!

Abbiamo studiato il percorso, so cosa mi aspetta metro per metro.
Durante i tratti di corsa penso all’ ostacolo seguente e dopo ben 6 chilometri, incominciano quelli più duri: STAIRWAY TO HEAVEN.

L’incubo di molti. Guardo la ragazza che mi precede passare l’ostacolo con molta fatica. Noto immediatamente altre 5 ragazze della mia fascia d’età ferme a riprovarlo.
Non vado in panico, respiro, incomincio a trazionare e e trazionare, sembra un gioco da ragazzi, non ci voglio credere. Appoggio i piedi e corro via!

 

Un respiro di sollievo, questo mi dà tantissima carica, ora mancano solo 5 rig da superare, ma almeno incomincio a motivarmi !
Aumento il ritmo di corsa,  sorpasso il primo rig, in seguito il Low rig, inizia la discesa, lascio andare le gambe e sono emozionatissima per come sta andando la mia gara e che tra poco troverò tutti i miei compagni e Serena al rig della battlefrog e difatti, appena mi fermo davanti all’ostacolo lei mi si avvicina, mi comunica che Stefano aveva appena vinto e insieme emozionate e con le lacrime agli occhi ci abbracciamo. Sento gli Heroes che mi fanno il tifo, parto con sicurezza, il mio grip è bello fresco e so di potercela fare tranquillamente pur essendo in gran debito di ossigeno.

Suono la campanella e insieme a quel suono anche quello delle urla di gioia di tutti i miei compagni!

Corro verso la sandbag, enorme per me, la salita e la discesa con quel peso mi ha distrutto le ginocchia.
La butto a terra e corro verso il penultimo rig.
Questo era quello che temevo un pochino di più, ma focalizzarsi su ogni movimento scrutando gli altri concorrenti mi ha aiutato tantissimo. Ho il sorriso stampato in faccia, anche questo al primo tentativo, ormai è fatta.

10 metri dopo Skull Valley l’ho letteralmente mangiato e con destrezza anche le porte mobili e il muro finale.
Avevo forza da vendere.
Con già le lacrime che scendono prendo la bandiera dell’Italia e corro verso la linea del traguardo in cui mi aspettano tutti.

E’ in quel momento che realizzo che ce l’ho davvero fatta!
Quando Serena mi ha abbracciato prendendomi in braccio e urlandomelo in faccia pieno di orgoglio, e con lei , in seguito, tutti gli altri HEROES !

Un anno tra sacrifici, delusioni, concentrazione, determinazione.
un anno con persone che hanno migliorato il mio stile di vita e la qualità.

Ho concluso 6 a mondiale OCR su 64 donne tra le quali solamente 13 hanno tenuto la band. Faccio parte di quel 20%.

Ci potete credere? IO ANCORA NO!
Sono consapevole che avrei potuto abbassare il mio tempo e prendere qualche posizione.
Questo è il mio nuovo obiettivo per il prossimo anno! L’ultimo in questa categoria!

Ora che ho rotto il ghiaccio sono molto più sicura di me, avrei dovuto ascoltare Serena, Luca, Stefano, Kevin, Alessio e Slava  che mi hanno riempito la testa ogni giorno di quanto non dovessi abbattermi e crederci sempre di più! Vi sono grata ragazzi, soprattutto a te, SERENA, che hai reso possibile tutto ciò  permettendomi di realizzare il mio sogno.

Ho imparato una lezione: NIENTE è IMPOSSIBILE.

La testa è fondamentale nello sport, nelle OCR soprattutto.
Non lasciare che le tue debolezze e le tue paure ti frenino.
Abbi il coraggio di osare, di non dire mai: ‘’NON CE LA FARO’, è troppo per me’’

Perché niente è al di fuori delle nostre capacità se sappiamo essere costanti e determinati.
Bisogna sudarseli i sogni, ma senza questi di cosa vivremmo?
Son sempre stata insicura e ora mi sento più forte che mai.

Questi obiettivi raggiunti riescono a cambiarci completamente e a fortificarci.
Vi dico solo un’ultima cosa: CREDETECI.

Basta crederci veramente e noi vi aiuteremo a realizzare i vostri sogni, ora più che mai lo posso affermare, ora più che mai con il cuore che mi scoppia ve lo posso assicurare.
fidatevi di chi vuole aiutarvi col cuore, perché anche aver le persone giuste accanto aiuta a stimolarci maggiormente!

Allenandovi con gli Ocr Heroes potete scegliere  di quale degli Heroes volete seguire gli allenamenti e ogni settimana riceverete nella vostra mail i workout da fare, giorno per giorno.

Ci sono dei test inziali e dei benchmark che facciamo periodicamente per tenere sotto controllo il livello che si alza nelle prestazioni.

Siamo una community, una squadra,stupenda, di atleti che hanno voglia di fare.

Tutti quelli che si allenano con noi ottengono risultati , ognuno ovviamente in base al proprio livello di partenza.

Se ancora non sei andato a vedere come funzionano i nostri programmi FALLO ORA! Clicca su Questa pagina !

Alla prossima amici.

BE A HERO!!

2017-11-17T03:07:06+00:00Blog, Ilaria, Resoconto gare|