TOUGH MUDDER – INFERNO DI FANGO – La storica OCR sbarca in Italia

Sembra il titolo di un film, ma è ciò che più rappresenta la mia esperienza alla Tough Mudder dello scorso Luglio a Broughton Hall, nel cuore dello Yorkshire.

Sotto suggerimento del mio amico e allenatore Stefano Bianchi, decidiamo di intraprendere questa nuova esperienza dato che, a differenza di quest’anno, la Tough Mudder non era mai stata proposta in Italia.

Partenza, volo per Manchester e poi circa 2 ore di auto per arrivare nel cuore più verde dell’Inghilterra:

la location da subito sembra fiabesca, una tenuta con ettari sconfinati di terreno collinare dove si svolgerà la gara. 

Si a proposito, gara probabilmente non è il termino adatto per definire questa esperienza, si tratta più di una sfida, diversa da quelle a cui avevo partecipato fino ad allora.

Il village della partenza, è ben strutturato, food, shop, accoglienza e una grande quantità di attività da provare gratuitamente: ostacoli da testare, prove di forza e agilità a cui partecipare e da subito si percepisce un’atmosfera di supporto e cameratismo che ci accompagnerà per tutta la giornata.

Partecipiamo al format di gara chiamato “TOUGH MUDDER FULL” in batteria OPEN. Per inciso durante la giornata è partita una sola batteria competitiva a fronte di più di 20 batterie non competitive, questo già denota lo spirito della manifestazione.

Partenza fissata alle ore 13.45, circa 15 minuti entriamo nella start line in cui lo speaker e un coach iniziano con il riscaldamento  e le incitazioni, il tempo non è dei migliori, pioggia, vento, e freddo la faranno da padrona per tutta la giornata.

Ore 14.00 partiamo, corriamo per circa 300/400 m e una nuova start line ci aspetta, con dei tizi veramente grossi a bloccare la strada e una sinistra figura pitturata in viso stile William Wallace. Siamo costretti a fermarci. William inizia un lungo discorso motivazionale che si conclude con “La preghiera del Legionario” che ripetiamo passo dopo passo insieme a lui tutti inginocchiati e tenendoci per mano. 

Dopo questo singolare rito ci rialziamo e pronti via, inizia la corsa.

Il percorso si snoda sulle colline della tenuta, a fine gara saranno 16 km con 500 metri di dislivello positivo.

La maggior parte degli ostacoli non sono tecnicamente difficili, filo spinato, fieno da scavalcare, muri, vasche in cui immergersi completamente, il tutto sempre accompagnato dalla costante presenza del fango.

Già dopo 3/4 chilometri di corsa siamo già completamente ricoperti di fango da testa a piedi il che rende il tutto più faticoso ma anche più epico.

Ciò che contraddistingue la Tough Mudder da altri format, è la presenza di ostacoli che:

  • Giocano sulle più comuni paure umane
  • Non possono essere superati senza l’aiuto di altri partecipanti

Sul lato paure parliamo di freddo, elettricità, vertigini, claustrofobia etc e quel giorno le abbiamo affrontate proprio tutte.

Andando nel dettaglio parliamo di:

  • HYDROPHOBIA (un tubo dalla larghezza ristretta in salita pieno d’acqua da cu dover uscire)
  • ELECTROSHOCK THERAPY (una struttura da cui penzolano molti cavi elettrici in bassa tensione, ma che bagnati fanno il loro sporco dovere)
  • FUNKEY MONKEY (una monkey da affrontare ad altezza elevata)
  • 6 FEET UNDER (una pozza profonda di fango che ti risucchia al suo interno stile sabbie mobili)
  • ARTIC ENEMA (più temuto, una vasca di ghiaccio a 1° in cui immergersi completamente, riprendere a correre sarà molto dura)

Nella parte di ostacoli in cui la collaborazione è fondamentale per il superamento abbiamo affrontato:

  • PYRAMID SCHEME (una rampa inclinata bagnata sulla quale formare una colonna umana per poter raggiungere la vetta)
  • EVEREST 2.0 (un half pipe totalmente infangato in cui afferrare le mani degli altri legionari si rivela il vero segreto)
  • BERLIN WALLS (un muro verticale di circa 4 metri di altezza)
  • HOLD YOUR WOOD (una trave di legno da 6 metri da trasportare, in 2 è possibile ma più si è meglio è)
  • BLOCK NESS MONSTER (una piscina di fango con all’interno dei cubi enormi girevoli)

La collaborazione, il sorriso e il divertimento sono gli ingredienti fondamentali di questa mud run, a mio avviso da correre in compagnia e in gruppo… è sicuramente un’esperienza da provare almeno una volta. 

Personalmente parteciperò alla prima tappa italiana che si svolgerà a Milano in quanto sono curioso di sapere se manterranno le aspettative di un format ormai consolidato nel resto d’Europa.

Unica nota negativa, almeno per il momento, non è prevista una batteria competitiva ma il mio consiglio anche per gli atleti ELITE è di partecipare lo stesso nonostante non ci sia in palio nessun titolo o medaglia, perché ne vale la pena.

Andrea é un atleta Ocr , membro del Team White Donkeys, amante di Italian Blade, pazzo furioso e parte degli Heroes da quando ha deciso di allenarsi con noi. Potete seguire le sue folli imprese su instagram : @spartan_rusko

2019-02-21T19:46:35+00:00Blog, Eventi, RECENSIONI, Resoconto gare|