Loading...
La mia prima gara2017-02-21T16:32:55+00:00

La mia prima gara é stata una Spartan Race. Mi sono iscritta praticamente per caso, cercando su internet “gare estreme” e dopo aver visto un video. Mi sono iscritta davvero tanti mesi prima della gara e non ci ho più pensato. E a dirla tutta non pensavo che le obstacle race fossero un fenomeno così conosciuto e in crescita e non mi aspettavo certo che diventassero così famose.

Arrivata a due settimane dalla gara ho iniziato a “preoccuparmi” seriamente. Si era assolutamente elettrizzante l’idea di partecipare ad una cosa del genere. Soprattutto considerato che era un’esperienza del tutto nuova…. Ma sarei stata all’altezza della situazione? Una parte di me era comunque tranquilla. Del resto nessuno si aspettava nulla da me.

La mattina della gara mi alzo presto, faccio colazione e ci avviamo insieme a Luca (mio marito) e ad un nostro amico verso il Tampa stadium, lo stadio dei Buccaneers, una squadra di football americano. Si perché la mia prima Spartan Race é stata una delle prime della “Stadium Series “(una serie di gare, con classifica mondiale a parte, che si tengono all’interno degli stadi di football). Luca non poteva partecipare alla gara a causa di un infortunio alla spalla durante una sessione di sparring, quindi avrebbe assistito alla mia gara come pubblico, insieme al nostro amico.

Appena abbiamo parcheggiato mi sono resa conto che quella che io pensavo fosse “una garetta carina che non conosce nessuno” era un evento da più di 4000 persone. Mentre camminavamo dal parcheggio alla zona dove si ritiravano i pettorali mi sono vista passare di fronte persone dall’aria distrutta dalla fatica, ricoperte di fango, bagnate dalla testa ai piedi…. e DUE persone con il braccio/polso rotto.

Questa è stata la prima volta in cui ho pensato: “Ma chi cazzo me lo ha fatto fare?!” Ritiro il mio pettorale e scopro con felicità che il “pettorale” con il numero è una bandana da mettere in testa con il mio numero. Decisamente più bella del classico pezzo di carta da mettere con le spille da balia. Tempo per le ultime foto e poi è giunto il momento di avviarsi alla start line. Sale il nervoso. Sono una persona che di natura si lancia facilmente a fare cose nuove ma anche io, di fronte ad una situazione del genere, da sola, in mezzo a completi sconosciuti, senza avere la più pallida idea di cosa mi aspettasse…avevo davvero un vuoto allo stomaco. E cosa peggiore. Per arrivare alla Start Line bisogna scavalcare il primo ostacolo. Un muro. Davanti a tutti. Giuro. in quel momento ho pensato di tirarmi indietro.

“No vabbè…. non posso. Non con tutti che mi guardano. E se rimango appesa come una scema? … oddio… e se non riesco? No no…. io adesso me ne vado. Posso dire che non mi sento bene. Posso ancora dire che ho male alla pancia…” Ho procrastinato e rimandato la mia partenza fino all’ultimo secondo poi fortunatamente la parte più primordiale e coraggiosa di me ha preso il sopravvento. Ha zittito la parte che si faceva le pippe mentali e sono andata davanti a quel muro pensando: “Sticazzi. Fai quello che riesci e vedi come va.” E ci sono riuscita.

Arrivata alla partenza mi guardo intorno e vedo che intorno a me ci sono persone comuni. Persone assolutamente normali, tutte diverse. Di tutte le età. Di tutte le “forme”. Dal tizio/tizia fisicato al ragazzo/ragazza obeso, a quella che corre con il tutù fino a un gruppo di uomini vestiti da militari con l’attrezzatura al completo: stivali, elmetto, zaini. Ognuno con la foto di un compagno “caduto” attaccata al petto.

Prima di partire, lo speaker ha spiegato che quei veterani erano li, quel giorno, per commemorare i compagni caduti, correndo ognuno con una foto diversa. Alla start line l’adrenalina cresce sempre di più e ancora adesso, a distanza di tempo, dopo aver fatto tante gare, quella sensazione di “tremore nello stomaco” la sento uguale come quel giorno. Ed è difficile non farsi toccare dalle parole dello speaker:

Today you embark upon a quest like those of legends old. You will face unimaginable challenges and push yourself further than you ever thought possible, And to prepare you for that battle, I will ask you one very simple question, “Who am I?”, to which you shall respond, “I AM A SPARTAN!”

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

We are honored by your courage and commitment to excellence, but know this– Today your mind, body, and spirit will all be put to the ultimate test, for you chase glory on this day!

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

Look at the Spartans on your right and your left. You will draw strength from them as they will draw strength from you. You will NOT let them fail!

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

By all that you hold dear on this good Earth, I bid you STAND, sons and daughters of Sparta! Stand and FIGHT! For today is the day that you rise to glory, not tomorrow, not next week. Right here, right now, in YOUR house !

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

WHO AM I?
I AM A SPARTAN!

AROO! AROO! AROO! GO!

Oggi vi imbarcherete in una missione come quelle delle antiche leggende. Vi troverete di fronte a sfide inimmaginabili, e spingerete voi stessi oltre ad un limite che non ritenevate possibile. E per prepararvi a questa battaglia, vi farò una semplice domanda, alla quale voi risponderete : “Sono uno SPARTANO!”

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

Siamo onorati dal vostro coraggio e dal vostro impegno ad eccellere, ma sappiate questo — Oggi la vostra mente, il vostro corpo e il vostro spirito saranno sottoposte alla prova più grande, perché voi possiate inseguire la Gloria in questo giorno!

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

Guardate allo Spartano alla vostra destra e alla vostra sinistra. Prenderai forza da loro come loro la prenderanno da te. Non gli permetterai di fallire!

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

In nome di tutto ciò che di più caro hai al mondo, ti invito a schierarti, figli e figlie di Sparta! Schieratevi e combattete! Perché oggi sia il giorno in cui ascenderete alla GLORIA, non domani, non la prossima settimana… esattamente QUI! Esattamente ADESSO! A casa vostra!

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

CHI SONO IO??
Sono uno SPARTANO!

GOOOOO!

 

E senza neanche accorgermi, siamo partiti!

E quel giorno, proprio come accade ancora oggi ad ogni partenza, tutto il nervosismo, tutta l’agitazione… tutto sparisce… E non sento più nulla. Nessun suono. E penso solo a cosa mi aspetta nei 20 secondi successivi. Inizio a correre e subito mi trovo di fronte a degli ostacoli da saltare. delle travi alte, all’altezza dei miei occhi. Salto. Le gambe schizzano in avanti, sotto la trave e non riesco a passare. Salto ancora. Cado. Salto per la terza volta e improvvisamente mi sento afferrare le caviglie e spingere oltre l’ostacolo. Quando mi giro mi accorgo che è uno dei veterani ad avermi aiutata. E mi accorgo che tutti loro sono lì, ad aiutare ogni singola persona a passare. E ad ogni muro, ad ogni ostacolo c’era sempre qualcuno pronto a tendermi una mano. Perfetti sconosciuti che si facevano in 4 per aiutarmi. Ma non era una gara?! Se è una gara che senso ha aiutarsi? Si, anche io pensavo questo prima di provare una di queste gare. Fortunatamente, Spartan, e poi di seguito tutte le altre gare, hanno creato il modo di far vivere alle persone la stessa esperienza ma in modo totalmente diverso. Mi spiego.

Quando ti iscrivi ad una gara, puoi scegliere tra diverse categorie a cui partecipare:

Elite e Competitive

La categoria dei professionisti e dei dilettanti che gareggiano e competono per il podio, per premi in denaro, per una classifica mondiale e che vengono giudicati in base a un severo regolamento. Per loro la gara é gli uni contro gli altri e non ci si può aiutare.

Open

Dove il divertimento è la parola chiave. Non che nelle altre categorie non ci si diverta. Ma è un modo di divertirsi diverso. Io penso sinceramente che TUTTI debbano iniziare dalla Open. Perché ti insegna davvero quali sono i valori che stanno alla base di questo sport. Nella open possono iscriversi TUTTI. Chiunque può vestirsi come gli pare e piace. Vuoi correre in giacca e cravatta? Vuoi vestirti da tirannosauro Rex? Vuoi correre in mutande? Vuoi correre con un elmo spartano, la lancia e il mantello? (tutti gli esempi che sto facendo li ho visti con i miei occhi). Nella open non importa se hai iniziato a correre ieri oggi o se corri da tutta la vita. Nella open non importa se sai fare tutti gli ostacoli o se non ne sai fare nessuno perché troverai sempre qualcuno che sará ben felice di correre al TUO ritmo insieme, a darti un mano a superare un ostacolo o a stare con te e insegnarti a superarne un altro. La open è la categoria dove entri da solo ed esci con un centinaio di amici in più. É la categoria in cui non verrai MAI lasciato da solo. É la categoria delle persone che sanno bene che la gara è solo con te stesso, con le tue capacitá e i tuoi limiti da superare. Che tutti, indipendentemente dal proprio punto di partenza abbiamo sudato, ci siamo sforzati e siamo andati oltre delle capacitá che non credevamo di avere. La open è una squadra enorme di persone che non si giudicano gli uni con gli altri ma che credono prepotentemente gli uni negli altri.

Ho corso, camminato, trasportato taniche di acqua su e giù per le scalinate di quello stadio. Ho provato ad arrampicarmi sulla corda (senza troppo successo), ho lanciato il giavellotto ( imbarazzante), ho fatto un numero inenarrabile di burpees. E alla fine della gara, nonostante avessi fallito la maggior parte degli ostacoli ( la corda da arrampicare, la lancia da tirare nel bersaglio, la monkey bar su cui appendersi) ero perdutamente innamorata di quel mondo. Innamorata dello spirito, della fratellanza, dell’adrenalina, della sfida. E quegli 8 km mi sono sembrati infiniti.

Finita la gara non ho considerato neanche per un istante di lavarmi con le pompe dell’acqua gelida messe a disposizione dei partecipanti ma ho optato per una soluzione…un po’ diversa. Essendo gli Stati Uniti, il regno delle grandi catene presenti su tutto il territorio, ho sfruttato il fatto che il mio abbonamento in palestra L.A. FITNESS fosse valido in tutte le sedi di tutta l’America e mi sono fatta accompagnare in macchina da Luca nella palestra più vicina dove, con un grande sorriso in faccia, ho teso la tessera con la mano completamente ricoperta di fango e sono andata a farmi la doccia (calda) con shampoo e bagnoschiuma.

Finita la doccia era il momento che ho sognato per tutta la gara. SUSHI. E devo dire che questa abitudine mi è rimasta anche a distanza di anni. Posso dire con assoluta certezza che quel giorno ha cambiato la mia vita. Perché è stato l’inizio di un’avventura incredibile. Un’avventura che ho il privilegio di chiamare lavoro. Un’avventura che ho il privilegio e la fortuna di chiamare lavoro. E tutto è iniziato una sera facendo la pazzia di iscrivermi ad una gara senza pensarci troppo e perché dentro di me una vocina mi diceva che era la scelta giusta da fare. Certe volte non ci rendiamo conto che una semplice decisione può cambiare drasticamente il corso della nostra vita. Tutto sta nel saper ascoltare quella voce un po’ folle che ha il coraggio di dirti:

“Sticazzi. Perché no?”

Questo sito è per coloro che l’hanno ascoltata e vogliono sapere fin dove li porterà, il metodo di allenamento che ho creato è la strada che ti attende se vuoi ottenere il massimo da questa disciplina. Le fatiche, i dolori, i crampi, l’acido lattico saranno i tuoi compagni di avventura, portali sempre con te perché ti porteranno ai risultati migliori della tua carriera da Obstacle Racer. Per gli Heroes è stato proprio così: hanno ascoltato quella vocina, la stessa che mi ha consigliato di iscrivermi alla mia prima gara, e sono la testimonianza vivente che il mio programma di allenamento funziona. La loro evoluzione è stata spaventosa, puoi vederla tu stesso qui (link Gli Heroes) ed è la stessa che ti aspetta con il mio programma di allenamento. Tutto sta nell’ascoltare quella vocina…

“Sticazzi. Perché no?”